Stress e stanchezza dopo il lockdown: perché ci sentiamo spossati e impauriti?

“È iniziata la fase 2, dovrei sentirmi più sollevata, energica, e invece non riesco a reagire. Mi sento spossata, nervosa, dormo male e sono spesso in ansia. Come mai? Cosa posso fare?”

Molte persone, durante la ripartenza dopo il lockdown, mi hanno rivolto questa domanda.

È una sensazione che ho sperimentato anch’io. All’inizio dell’emergenza mi sentivo, paradossalmente, piena di energia. Poi, con il passare delle settimane, quella forza è progressivamente diminuita, lasciando spazio a momenti di stanchezza, preoccupazione e incertezza.

Per comprendere queste reazioni dobbiamo partire da una domanda fondamentale: che cosa ci è successo psicologicamente durante la pandemia?

Come reagisce la nostra mente a un’emergenza?

Da un giorno all’altro ci siamo trovati ad affrontare una situazione completamente nuova. L’epidemia, diventata rapidamente pandemia, ha modificato le nostre abitudini, limitato la libertà di movimento e alimentato la paura di ciò che stava accadendo.

Le immagini degli ospedali, delle città deserte e dei mezzi militari che trasportavano le bare a Bergamo sono rimaste impresse nella memoria collettiva.

Di fronte a una minaccia, il nostro organismo attiva una risposta fisiologica allo stress, coinvolgendo il sistema nervoso e ormoni come adrenalina e noradrenalina.

È una risposta naturale e protettiva, che ci permette di essere più vigili e pronti ad affrontare un pericolo.

Il problema nasce quando lo stato di allerta si prolunga nel tempo.

Durante il lockdown abbiamo cercato di reagire mantenendoci occupati: lavorando da casa, cucinando, pulendo, organizzando attività e cercando di restare in contatto con amici e familiari.

Ma dopo settimane di tensione, il nostro equilibrio psicofisico può risentire dello stress accumulato.

Perché ci sentiamo stanchi, ansiosi e senza energie?

Quando viviamo a lungo in una condizione di incertezza, possiamo sperimentare una persistente sensazione di allarme oppure, al contrario, una riduzione dell’energia e della motivazione.

L’ipervigilanza può portarci a percepire continuamente possibili minacce, anche quando la situazione sta gradualmente migliorando.

Altre volte prevalgono spossatezza, difficoltà di concentrazione e scarso interesse verso attività che prima ci procuravano piacere.

Durante la pandemia abbiamo perso temporaneamente alcuni importanti punti di riferimento: la prevedibilità delle giornate, la libertà di movimento, la sicurezza, le abitudini quotidiane e la possibilità di progettare serenamente il futuro.

Questi cambiamenti hanno contribuito ad alimentare ansia, irritabilità, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e una generale sensazione di affaticamento emotivo.

Non sempre, quindi, la fine di una situazione difficile coincide con un immediato ritorno al benessere.

La nostra mente può avere bisogno di tempo per adattarsi nuovamente.

Come ritrovare energia e benessere psicologico?

Il primo passo è ascoltare ciò che proviamo, senza pretendere di tornare immediatamente alla normalità.

È importante ricominciare gradualmente a dedicare tempo alle attività che ci fanno stare bene, recuperando esperienze piacevoli e rassicuranti.

Ricordo ancora la sensazione provata durante una delle prime passeggiate dopo il lockdown: il calore del sole sulla pelle, l’aria fresca, i rumori dell’ambiente e le voci delle persone.

Piccole sensazioni che mi hanno restituito un profondo senso di benessere.

Anche una passeggiata con un’amica, nel rispetto delle precauzioni previste in quel periodo, è diventata un’occasione per ritrovare tranquillità e piacere nella quotidianità.

Riprendere gradualmente le attività piacevoli, coltivare le relazioni e concedersi momenti di riposo può aiutare a ridurre lo stress e recuperare il proprio equilibrio emotivo.

Non dobbiamo necessariamente fare grandi cose. A volte è sufficiente ricominciare da piccoli gesti, rispettando i nostri tempi e i nostri bisogni.

Quando chiedere un supporto psicologico?

Molte persone riescono progressivamente a ritrovare il proprio equilibrio, mentre altre possono incontrare maggiori difficoltà.

Le esperienze personali, le condizioni di vita e gli eventi affrontati durante un periodo di crisi influenzano profondamente il modo in cui reagiamo.

Chi ha subito un lutto, una perdita lavorativa, una separazione o altre situazioni particolarmente dolorose può avere bisogno di un sostegno maggiore.

Quando ansia, stanchezza emotiva o difficoltà del sonno persistono e interferiscono con la vita quotidiana, rivolgersi a un professionista può essere un passo importante per comprendere il proprio disagio e affrontarlo.

Non esiste un unico modo di reagire alle difficoltà, così come non esistono tempi uguali per tutti.

Prendersi cura della propria salute psicologica significa anche riconoscere quando abbiamo bisogno di aiuto.

Una riflessione nata durante la fase 2 dell’emergenza COVID-19, ma che ci ricorda quanto sia importante ascoltare la nostra mente dopo ogni periodo di forte stress e incertezza.

Dott.ssa Emanuela Iappini – Psicologa Psicoterapeuta