Sara entra in classe e vede i pennarelli, i giochi nuovi, i suoi compagni e non vede l’ora di cominciare a giocare.
Elisa entra in classe e non vede soltanto i pennarelli, i giochi e i compagni, ma “sente” anche l’umore della maestra e dei suoi compagni. Si accorge che manca un bambino e si chiede cosa gli sia successo, iniziando già a preoccuparsi. Percepisce lo sguardo di un compagno su di sé e si domanda se abbia fatto qualcosa di sbagliato.
Elisa ha la capacità di percepire due realtà: quella visibile a tutti e quella fatta di sfumature, emozioni e dettagli che non tutti colgono con la stessa intensità.
Elisa è una bambina altamente sensibile (PAS).
Che dono potente e meraviglioso è l’alta sensibilità, che permette di percepire le emozioni degli altri, i non detti e tutto ciò che spesso passa inosservato. Ma quante domande in più attraversano la mente e il cuore di Elisa! A volte è facile sentirsi sopraffatti, perché tutte queste emozioni e tutti questi pensieri possono diventare difficili da gestire.
Sembra che Sara abbia una pelle capace di farle da scudo, mentre Elisa, a volte, sembra essere “senza pelle”. Le parole sgarbate, i comportamenti che deludono, le immagini forti e violente la colpiscono così profondamente che non è sempre facile sentirsi al sicuro.
Bambini con un temperamento simile a quello di Elisa sono stati studiati dalla psicologa e ricercatrice americana Elaine Aron, che ha approfondito il tratto dell’alta sensibilità e sviluppato strumenti per riconoscerlo.
Le ricerche suggeriscono che l’alta sensibilità interessi una parte significativa della popolazione, con stime comprese tra il 20% e il 30%.
Che cos’è il tratto dell’Alta Sensibilità?
L’alta sensibilità è un tratto temperamentale caratterizzato da una maggiore profondità nell’elaborazione delle informazioni, da una particolare attenzione ai dettagli e da un’intensa reattività agli stimoli emotivi e ambientali.
Questa sensibilità rappresenta una risorsa preziosa, ma può comportare anche alcune difficoltà.
Le persone altamente sensibili (PAS), chiamate anche Highly Sensitive Persons (HSP), possono sentirsi sopraffatte in ambienti particolarmente stimolanti o vivere con maggiore intensità determinate esperienze emotive.
Un’esperienza negativa, ad esempio, può lasciare un ricordo profondo e influenzare il modo in cui vengono affrontate situazioni simili in futuro.
Per questo è importante imparare a riconoscere i propri limiti, rispettare i tempi di recupero e trovare un equilibrio tra le proprie risorse e le richieste dell’ambiente.
L’alta sensibilità presenta una componente ereditaria. Spesso, imparando a conoscere questo tratto, scopriamo che anche uno dei nostri genitori possiede caratteristiche simili.
Un genitore altamente sensibile, soprattutto quando è sottoposto a forte stress, può incontrare maggiori difficoltà nella gestione delle proprie emozioni. Diventa quindi importante sviluppare consapevolezza e strumenti di autoregolazione.
Come accompagnare un bambino altamente sensibile?
Per questi bambini, incontrare una persona capace di riconoscere e comprendere le loro particolarità può rappresentare un vero tesoro.
Hanno bisogno di adulti che sappiano valorizzare la loro sensibilità, la creatività e la capacità di cogliere le emozioni, senza interpretare queste caratteristiche come fragilità o debolezze.
È importante accompagnarli con ascolto, comprensione e sostegno, aiutandoli a riconoscere le proprie emozioni e a gestire le situazioni che possono risultare particolarmente intense.
Allo stesso tempo, è fondamentale insegnare loro a prendersi cura di sé, a riconoscere i propri limiti e a rispettare i propri bisogni.
Perché, per quanto desiderino aiutare gli altri e rendere il mondo un posto migliore, non possono farsi carico di tutto ciò che accade intorno a loro.
L’Alta Sensibilità come risorsa
Questa è la mia missione.
Da bambina altamente sensibile a mamma, moglie e psicologa PAS, considero preziosa la possibilità di accompagnare bambini e adolescenti nella scoperta della propria sensibilità.
Aiutarli a comprendere che non sono “strani” o “sbagliati”, ma che possiedono caratteristiche che possono diventare una grande risorsa, se riconosciute e comprese.
L’alta sensibilità non è un difetto da correggere, ma un tratto da conoscere e valorizzare, imparando a gestirne anche gli aspetti più complessi.
Queste sono solo poche riflessioni per iniziare a comprendere il mondo dell’Alta Sensibilità. Un argomento ricco di sfumature, sul quale c’è ancora tanto da raccontare.
Alcuni contenuti sono ispirati ai testi di Elaine Aron e Federica Bosco.
